Ooops, e’ un po’ che non aggiorniamo!

Ci siamo accorti soltanto ora che in effetti questa settimana non abbiamo mai aggiornato il blog.
E’ che e’ piu’ facile raccontare cose quando siamo in viaggio rispetto a quando siamo a casa a lavorare la maggior parte del tempo. Per cui vi daremo un po’ di aggiornamenti in ordine sparso e di foto fatte col cellulare.

1. cibo
Ho gia’ fatto due delle cinque lezioni di cucina da Spork Foods e mi sto divertendo da pazzi. Ero convinta che la cucina vegana consistesse principalmente in focaccine secche condite di tristezza e invece sto scoprendo un mondo di ingredienti di cui nemmeno sapevo l’esistenza. Resta da capire dove trovero’ la meta’ di questi ingredienti una volta tornati in Italia, ma so a chi chiedere (mireeeeeee)

2. giringiro
Siamo andati a vedere la mostra di Hedi Slimane al Moca e mi e’ piaciuta un casino.

3. L’educazione della Signora Locatelli al giuoco del basket
Non e’ che stia funzionando benissimo.

Pero’ sono in grado di riconoscere Griffin, Chris Paul e Mo Williams (solo se indossa la fascetta) e mi sono svegliata in tempo per vedere Ricky Rubio segnare da tre dopo aver giocato una partita davvero davvero brutta e sono stata contenta perche’ ero convinta che l’avrebbero picchiato in spogliatoio. Non ho idea di cosa costituisca fallo e cosa no, ma ho imparato che basta esultare quando esulta il Picius per evitarmi di sentire la lezione di storia del basket che dovrebbe illuminarmi sul perche’ ho assistito a una grande azione.

4. L’educazione del Signor Locatelli alla scultura

Non e’ che stia andando alla grandissima.
Ho comprato un materiale fighissimo: e’ una plastica che diventa modellabile a 60° e si solidifica quando si raffredda. Dopo diversi tentativi falliti, il Picius mi si è presentato davanti con la sua opera d’arte. Il calco del naso.

Ringrazio il Signore di avergli dato poca plastica.

5. La scoiattolo-visione

Negli alberi di fronte a casa nostra vivono due bande rivali di scoiattoli, che lottano per il possesso del territorio. Sapevamo che alcune zone di Los Angeles avessero il problema delle gang, ma non sapevamo potessero essere cosi’ violente. Negli ultimi giorni sono stati particolarmente attivi e la nostra finestra si trova esattamente di fronte al terreno di scontro. Per l’intero pomeriggio io ho dovuto sorbirmi la telecronaca del Picius che con la voce da ragazzina urlava cose tipo “miioddio! Guardali! Sono tre! Hanno la coda soffice! Correte qui! Scoiattoli! Scoiattoli!”

6. A proposito di criminalita’
Sappiamo che in Italia Repubblica.it ha riportato la notizia di una testa mozzata ritrovata nel giardino di Brad Pitt, presupponendo anche un collegamento con il film Seven.
In realta’ hanno trovato una testa vicino alla scritta Hollywood e tra i passanti interrogati per cercare di capire se qualcuno avesse visto qualcosa c’era anche una delle guardie del corpo di Brad Pitt. Siamo abbastanza sicuri che il giardino di Brad Pitt non sia l’intera Los Angeles.

 

Omnomnom

Questa settimana ringrazio il Signore che ci stiamo allenando per una mezza maratona, perche’ abbiamo mangiato come dei maiali.
Per la maggior parte cibo super organico, coltivato da vergini sordomute con metodi di agricoltura biologica ecc ecc (i Californiani sono una mandria di hippies), con le dovute eccezioni.

Ad esempio con una merenda da Sweet Lady Jane ieri pomeriggio, dove abbiamo mangiato una quantita’ di torta al cioccolato indegna (io me ne sono portata a casa meta’, Ale l’ha scofanata tutta). La mia fetta era grande come la mia testa, non scherzo. Al banco, dei vecchini deliziosi che ti aiutano a scegliere la torta perfetta per te e ci tengono un casino a renderti felice.

Oppure con il dopocena al Roosevelt Hotel a Hollywood, dove abbiamo incontrato un amico che compiva gli anni e abbiamo avuto modo di confermare la cosa secondo cui i baristi sono strepitosi. Non ho idea di cosa ho bevuto, ma erano sinceramente i migliori cocktail che mi siano passati sotto il naso da tanto, tanto tempo.
In pratica spieghi al barista a grandi linee cosa ti piace e lui mette insieme un sacco di roba stranissima e tu esci dal bar felice e con un senso dell’equilibrio decisamente precario.

Ah. Godzilla ha una stella sulla walk of fame. So che ci tenete a saperlo.

Oggi invece siamo andato a Santa Monica per vedere PhotoLA, una manifestazione fotografica che dura 3 giorni in cui un sacco di gallerie diverse espongono i propri artisti. Pochissima “fauna da fotofestival”, un sacco di foto fighe (comprese alcune cose della Arbus e di WeeGee che non avevo mai visto) e una giornata magnifica per passeggiare di fianco all’oceano

la perfetta conclusione del nostro giroingiro e’ stato il pranzo da True Food Kitchen dove Ale ha scoperto una nuova passione per l’insalata di cavolo nero (GIURO) e io ho scoperto che la vinaigrette fatta con lo champagne  e’ deliziosa.

Domani mattina ho la mia prima lezione di cucina da Spork! Mi aspetto di trovarmi in mezzo a un gruppo male assortito di hipster e omosessuali (il nostro quartiere e’ meravigliosamente gay friendly. Incrociate il dato con la passione per il fitness e il cibo sano e capirete perche’ e’ una delizia per gli occhi passeggiare per le nostre vie).

L’unico modo di mangiare male in California e’ ostinarsi ad andare nei ristoranti “italiani” a farsi servire fettucini Alfredo e breadstick.

La settimana in cui i signori Locatelli in effetti lavorano

Ciao tutti!
Come ben sapete, uno dei motivi principali per cui passiamo 3 mesi a Los Angeles (oltre a scavallare l’inverno a piè pari) è quello di finire un progetto abbastanza grosso che probabilmente non andrà a parare da nessuna parte, ma che ormai è una specie di palla al piede che mi porto dietro da troppo tempo: una specie di graphic novel di 150 pagine illustrata usando foto, fotoritocco e metodi meno ortodossi.

(Si’. Quello è Ale. Fa piu’ o meno tutti i personaggi)
Per rendermi le cose piu’ semplici,  ho avuto la fantastica idea di rispondere a una rivista che vuole fare un pezzo su di me qualcosa sulla falsariga di “Certo! C’e’ questo progetto a cui sto lavorando, vi interessa?” e dopo avere visto le anteprime hanno deciso che sarebbe un’idea fantastica pubblicare un intero capitolo. Da consegnare entro il 20. Assieme a un gazzillione di altre foto e spiegazioni scritte.
Nel frattempo il Signor Locatelli deve lavorare per pagare tutte le schifezze che compra da Starbucks, motivo per cui abbiamo passato gli ultimi sette giorni murati in casa a lavorare, uscendo solo per allenarci, fare la spesa, lavare i vestiti e andare a fare lunghe passeggiate perché siamo a Los Angeles, non nel nordest. E poi ci serve per prendere ispirazione.

Una delle cose che apprezziamo di più di questo posto è l’approccio elegante e minimale alla decorazione delle vetrine dei negozi. Il 90% delle volte dalla vetrina non si riesce a capire cosa diavolo vendano, pero’ riescono comunque a rallegrarti la giornata.
Questa è chiaramente una gioielleria.

E quando i negozi non hanno una vetrina da decorare, trovano comunque il modo di dare quel tocco di classe in più, di comunicare ai potenziali clienti che oltre la porta di ingresso potranno vivere un’esperienza di acquisto positiva e appagante. Perchè non c’è niente che comunichi il concetto di “restauro di opere d’arte” come un maiale a grandezza naturale.

Visto che non ho uno studio a Los Angeles e non ho voglia di spendere soldi per noleggiarne uno, e visto che qui comunque è tutto normale, ho cominciato a usare le pareti dei palazzi per fare i miei porci comodi.  Ormai ho una mappa accurata dei muri del quartiere, archiviati per colore e tipo di illuminazione a seconda delle ore del giorno.

E per finire, ci siamo iscritti ufficialmente alla mezza maratona nel Red Rock Canyon e abbiamo anche gia’ prenotato gli alberghi e la macchina. A questo punto mi sa che mi tocca.
Per darvi un’idea di dove dovremo correre per 21 km e spicci:

La gara è il 10 marzo. Se entro il 13 non diamo segni di vita, organizzatevi per mandare i soccorsi.

 

I pompieri e Los Angeles

Da quando siamo arrivati a Los Angeles è tutto un viavai di pompieri (il che non è del tutto strano in una nazione che continua a costruire case di legno anche se ogni estate c’e’ la stagione degli incendi. Non hanno letto cappuccetto rosso, questi qui? Ah gia’, i terremoti) e cominciavamo a chiederci quanti gattini fossero effettivamente saliti sulle gigantesche palme che crescono rigogliose ovunque.

La risposta è: nessuno. In primo luogo perchè verrebbero divorati dai corvi che popolano la città, grossi come tacchini e tracotanti… come tacchini (Se non siete mai stati inseguiti da un tacchino non potete capire quanto siano bastardi). Ma soprattutto perché abbiamo scoperto che in questi giorni la città era nel panico perchè c’era un piromane a piede libero, che ha appiccato 52 incendi.

Illustriamo le scene di panico con una foto che fa capire quanto fosse grave la situazione:

Ad ogni modo tre giorni fa hanno preso il tedesco che appiccava gli incendi, l’hanno gia’ processato, il 24 c’e’ la seconda udienza e se verrà giudicato colpevole per tutti e 37 gli incendi che gli hanno attribuito si farà 185 anni al gabbio. Un po’ come in Italia.

In altre, piu’ importanti news: l’altra sera abbiamo incontrato un pirata degli autobus.

viaggiava con il suo zainetto di Scooby Doo pieno di lattine di Fanta e ha bevuto la Fanta nell’autobus anche se è vietato, solo che poi l’autista ha preso una buca e gli è caduta la lattina.
Allora, per creare un diversivo, ha chiamato la fermata… ma poi non è sceso. Perché lui è un pirata.

Anno nuovo, vita nuova?

Come ben saprete, da anni ormai noi saltiamo a piè pari i festeggiamenti dell’ultimo dell’anno, preferendo una ben più consona maratona di film a tema. L’anno scorso abbiamo pescato solo film usciti nel 1994, quest’anno abbiamo voluto onorare l’ex governatore del paese che ci ospita, scegliendo di vedere solo film con Schwarzenegger.
Commando, Total Recall, Terminator, Il Sesto Giorno.

Come da tradizione, prima della mezzanotte stavamo gia’ dormendo e a posto cosi’.
Stamattina, per iniziare l’anno con la marcia giusta (in realta’ perché era previsto dal programma di allenamento), abbiamo corso 13 km a Beverly Hills, incappando nei resti dei festeggiamenti. Perché niente dice “c’e’ stata una festa” come un cavallo in metallo a grandezza naturale con una coroncina gioiosa. Quello a sinistra, in caso ve lo stiate chiedendo.

Anche se il vero significato della parola “gioioso” l’ho scoperto quando qualche ora dopo ho accompagnato il biNbo Alessandro allo Staples Center per vedere i Clippers giocare contro un’altra squadra. Si’. La qualità del mio commento tecnico alla partita sarà elevatissima, fatevene una ragione.

Ammetto che pensavo che sarebbe stato come andare allo stadio, attività che personalmente trovo meno interessante di imparare a contare fino a cento in lituano, ma ho dovuto ricredermi velocemente. Invece di mandrie di tabbozzi rissosi che vanno urlare insulti ai tabbozzi rissosi dell’altra squadra, eravamo circondati da famiglie con bambini, vecchietti che ballavano, e mandrie di ispanici e asiatici (perche’ i Clippers non sono i Lakers e noi comunque eravamo nei sedili dei poveri). Tutti che si alzano in piedi con la mano sul cuore quando la tizia di turno canta a cappella l’inno americano.

Noi eravamo abbastanza in alto (piu’ in alto di cosi’ ci sono solo i binari per l’illuminazione). In realta’ si vedeva benissimo anche da qui, che tanto per me i giocatori sono tutti uguali. Riconosco solo Griffin perché è un giandone che si muove con la grazia di Fezzik ne La Storia Fantastica. Abbiamo vinto, ho imparato cosa vuol dire fare passi, quanti falli si possono fare per ogni tempo e un sacco di altre informazioni che verranno sciacquate via con la prossima doccia.

L’attività principale del pubblico delle partite di basket è mangiare.
Non parlo di patatine, pop corn, o cibo che posso immaginare consono a una situazione di questo tipo. Parlo di Nachos con ottanta salse diverse che colano da tutte le parti, teglie di parmigiana di melanzane e torri di polpette. Ok, forse non c’era la parmigiana, ma non ne sono sicura. Come faccia la gente a uscire dallo stadio coi vestiti puliti, è un mistero.
Per entrare nello spirito della gloriosa nazione che ci ospita, ho ingurgitato il pacco da 4 Reese’s peanut butter cup, che è il corrispettivo di essere amati per tutta la vita mentre attorno a te esplodono arcobaleni e cesti di gattini fanno le fusa.
Come non aver corso neanche 100 metri, oggi, ma ne è valsa la pena.

Altre piccole differenze rispetto alle partite italiane:
• prima che cominci il gioco vengono mostrati i piani di evacuazione e spiegate le norme di sicurezza.
• c’e’ un dj che sceglie la musica e intrattiene il pubblico nei momenti potenzialmente pallosi.
• prima della partita vera fanno giocare i bambini. I bambini giocano comunque meglio del Signor Locatelli.
• i tifosi applaudono alle belle azioni, anche quando vengono fatte dalla squadra avversaria (ma nessuno dice parolacce. Chi lo fa viene buttato fuori dallo stadio e perseguito).
• si vince roba a caso ballando quando la telecamera ti inquadra o lanciando palloni tra un tempo e l’altro. Soprattutto ballando.
• siccome non ci sono abbastanza premi e cotillon, se per più di mezzo secondo non succede niente escono le cheerleader (brutte) a fare i loro balletti (scrausi)
• hanno speso tutti i soldi per l’ambaradan di cui sopra e i massaggiatori  non hanno una stanzina per lavorare e devono farlo in campo

Ma chi se la passa davvero male sono i fotografi e i cameramen a bordo campo. Non mi pagherebbero mai abbastanza soldi per mettere a repentaglio la mia vita in quel modo.
Chi invece sicuramente non fara’ mai il fotografo è il signore che ha insistito per fare una foto ricordo a me e al picius a fine partita. Uhm.